Turismo Nero

Turismo Nero

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Ingresso Campo di concentramento di Auschwitz

In questi anni si sono diffuse tipologie di turismo al quanto particolari e discutibili.

Una tra queste, è sicuramente il cosiddetto Turismo Nero (Dark Tourism)

Cos’è il turismo nero Dark Tourism

Il turismo nero si riferisce a quelle visite in luoghi dove vi sono state  immani tragedie, catastrofi ,vicende di cronaca nera, sia recenti che del passato.
Queste tragedie sono accomunate dall’elemento della popolarità. Trattasi di  vicende che sono state  al centro dell’attenzione di giornali, televisioni o che hanno una valore storico.
 
Il turismo nero  ha come meta quei siti nei quali si verificano catastrofi naturali o provocate dall’uomo.

Esempi di Turismo Nero

Possiamo menzionare le città di Hiroshima e Fukushima, Chernobyl in Ucraina e il “ground zero” a New York, l’ex campo di concentramento nazista, situato ad Auschwitz in Polonia.
 In Italia, Pompei, città in cui il Vesuvio eruttò nel 79, uccidendo gran parte della popolazione.
 
Tornando ai giorni nostri e in Italia potremmo identificare come mete del turismo macabro luoghi come Avetrana (Taranto) dove fu assassinata Sarah Scazzi, l‘Isola di Giglio per la triste storia legata all’imbarcazione Concordia e a Schettino, Brembate per Yara Gambirasio.

Perchè il turismo macabro ha tanto successo?

Il turismo nero ha antiche origini. Ricordiamo ad esempio che  tra le proposte di Thomas Cook, fondatore del primo tour operator del mondo, vi erano i tour della Cornovaglia per assistere alle esecuzioni pubbliche, molto diffuse in Inghilterra a cavallo del 19° secolo.

Philip Stone ,fondatore del Black Tourism Research Institute presso l’Università del Lancanshire, sostiene che i luoghi dove sono avvenute terribili tragedie collegano l’uomo al  proprio essere mortale.

Si parla  quindi di thanaptosis, quel processo mentale  che  porta l’uomo al pensiero della propria morte attraverso quella degli altri.

Si potrebbe azzardare anche una motivazione legata all’egocentrismo, soprattutto nell’epoca influenzata dai social media. Ci si reca in luoghi dove è avvenuta una tragedia per fare foto e pubblicarle online.

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