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Le Saline Resort : il tuo aperitivo a Reggio Calabria

Il rito dell’estate per eccellenza è sicuramente l’aperitivo all’aperto, sorseggiando un drink al tramonto.


È l’occasione per condividere momenti di relax e chiacchiere, per fuggire dalla quotidianità del lavoro o di ore trascorse sui libri.

Le Saline Resort: l’aperitivo perfetto

Per un aperitivo con i fiocchi non devono assolutamente mancare:
• la qualità del cibo e dei drink
• una location suggestiva
• musica di sottofondo.
Le Saline Resort, (Saline Joniche) a pochi km da Reggio Calabria offre tutto questo e non solo.

 E’ il luogo ideale dove ricaricare le energie e concedersi una pausa per dedicarsi al proprio star bene.
Sorge direttamente sulla spiaggia in un contesto idilliaco in cui è facile lasciarsi ammaliare da spettacolari tramonti, con lo sfondo dell’Etna e del cristallino Mar Ionio.
Un altro punto di forza è la nostra piscina che contribuisce a creare un’atmosfera magica.
Il  menù ti sorprenderà per la varietà di opzioni.
Puoi gustare un aperitivo a base di pesce accompagnato dalle bollicine, (Casual Prestige) da un cocktail o un fresco drink analcolico (Casual Basic)

Aperitivo Sushi 

Hai la possibilità di optare per la formula Sushi + cocktail. Siamo sicuri che ti sorprenderà positivamente.

Materie prime freschissime e tanta originalità; questi sono i punti di forza che ti conquisteranno.

Hosomaki , Uramaki, Nigiri saranno accompagnati da cocktail di qualità.

Per poter partecipare, non resta che iscriverti gratuitamente al casual club all’indirizzo www.casualclub.it  




Overtourism, quando il turismo diventa insostenibile

Cos’è l’overoturism

Credits :progettoartes.it

Secondo la World Tourism Organization (UNWTO), l’agenzia dell’ONU responsabile del turismo, nel 2018 si sono registrati circa 1,4 miliardi di arrivi internazionali a fronte dei 25 milioni del 1950 e ai più recenti 903 milioni del 2007. Sempre secondo l’UNWTO, nel 2030 la quota di arrivi di turisti internazionali supererà la soglia degli 1,8 miliardi.

Questo gran numero di viaggiatori, ai quali vanno aggiunti coloro che restano all’interno dei confini nazionali, ha fatto sì che negli anni alcune località turistiche abbiano cominciato a soffrire della pressione causata dalla massiccia presenza di turisti.

Si è determinato la nascita di un nuovo fenomeno che riguarda tutte le tipologie di mete turistiche, dalle città d’arte alle località balneari e naturalistiche: l’overtourism.

L’overtourism è stato definito dalla World Tourism Organization come “l’impatto negativo che il turismo, all’interno di una destinazione o in parte di essa, ha sulla qualità di vita percepita dei residenti e/o sull’esperienza del visitatore”.

Da questa definizione è facilmente deducibile come l’overtourism condizioni non solo la quotidianità dei residenti ma anche l’esperienza dei visitatori stessi che si ritrovano a condividere con più persone del dovuto delle risorse limitate, in primis lo spazio.

 Un’altra definizione è stata data dalla Commissione per i trasporti e il turismo del Parlamento Europeo, che considera l’overtourism come “la situazione nella quale l’impatto del turismo, in un certo momento e in una certa località, eccede la soglia della capacità fisica, ecologica, sociale, economica, psicologica e/o politica”.

Il fenomeno dell’ overtourism, nonostante si sia sviluppato in questi ultimi 15/20 anni, in realtà ha origini un po più lontane, in particolare negli anni ’60, dove ha incominciato ad affermarsi con la nascita del famigerato turismo di massa.

Le cause 

Secondo uno studio condotto dall’Università di Groningen (Paesi Bassi), sono 4 i fattori che hanno provocato questo fenomeno, che sono stati definiti “barriere dello sviluppo del turismo sostenibile”.

  • La prima barriera è data dall’aver fatto prevalere gli interessi economici su quelli sociali e ambientali;
  • La seconda barriera è stata definita la “tragedia dei beni comuni”, ossia un termine che sta ad indicare l’esaurimento di risorse che si verifica quando si è in presenza di un bene accessibile a chiunque;
  • La terza barriera riguarda la cattiva gestione dei flussi turistici da parte delle amministrazioni locali, che secondo l’analisi fatta dall’università, si sono troppo concentrate sui fattori economici (in termini di arrivi e presenze) senza dare la giusta attenzione a quelli che sono i benefici economico- sociali della comunità;
  • la quarta barriera, è data dalla mancata integrazione fra gli attori coinvolti nel settore, dove la frammentazione delle competenze in materia di turismo ha comportato ad adottare scarse strategie per quanto riguarda la promozione e la gestione di una destinazione turistica.

 

AirBnB : opportunità o minaccia per le nostre città ?

AirBnB è una piattaforma online nata nel 2008 dall’idea di 2 studenti americani, che per rientrare con le spese dell’affitto, decisero di offrire, dietro pagamento, un letto per dormire per i viaggiatori occasionali.

Nacque cosi il sito airbedandbreakfast.com, oggi meglio conosciuto come AirBnB, dove si mettevano in contatto gli “Hosts”, ossia coloro che erano disposti ad affittare i propri posti letto, con i “Guests” ossia coloro che invece erano allaricerca di un posto letto per la notte.

Uno dei primi vantaggi che ha offerto AirBnB è stato per gli Hosts quello di poter affittare posti letto e stanze per poter così arrotondare, mentre per i guests potevano alloggiare in stanze di appartamenti con prezzi decisamente esigui.

Nel corso degli anni AirBnB è cresciuto molto.  Per gli hosts è diventato un vero e proprio business con la possibilità di trarre profitti molto alti.

Alla base del suo successo vi è la cosiddetta ricerca dell’autenticità, ossia il valore aggiunto di chi sceglie di cercare un alloggio tramite Airbnb sta nella conoscenza delle persone del luogo, grazie al pernottamento in quartieri residenziali fuori dai circuiti turistici, evitando quindi la tipica esperienza da turista di massa.

Paradossalmente AirBnB nacque come strumento per contrastare l’overtourism, invece poi, stando ad alcuni studi fatti da diverse associazioni di categoria, tra cui Federalberghi, si è rivelato il contrario.

Infatti, proprio Federalberghi, ha voluto far notare come AirBnB si sia trasformata arrivando ad avere sul suo sito oltre 6 milioni di annunci (di questi circa 400 mila in Italia), in più di 80 mila città presenti in 191 paesi del mondo.

Spesso però dietro la maggior parte degli annunci, si celano degli hosts che possiedono anche centinaia di appartamenti. Si tratta nella maggior parte dei casi di vere e proprie imprese che fanno degli affitti brevi il loro core business e non di cittadini privati che scelgono di sfruttare appartamenti sfitti.

Per di più, la maggioranza degli annunci riguardano case localizzate in grossi centri urbani e località turistiche “affermate”

 

Alcuni casi internazionali di overtourism: Il caso Barcellona

Sicuramente uno dei casi più famosi al mondo di overtourism è quello della città di Barcellona.

Il capoluogo catalano fino ai primi anni ’90 non era una meta turistica molto richiesta tant’è che nel 1990 si registrarono solo 1,7 milioni di arrivi.

La svolta avvenne nel 1992, in seguito ai giochi olimpici, che h l’hanno resa Barcellona una destinazione sempre più ricercata, fino a diventare un vero e proprio brand di successo.

Purtroppo, questo notevole incremento dei flussi turistici ha provocato nel lungo periodo grossi disagi ed effetti negativi, tra questi quello dell’Overtourism. Basti pensare che nel 2016 si è arrivato ad un picco di 9 milioni di arrivi, che devono poi essere sommati ai 30 milioni di visitatori annuali (quantità stimata) che affollano le vie della città.

 

Il caso Dubrovnik

Anche Dubrovnik, oggi una delle destinazioni turistiche più popolari del Mediterraneo, presenta grandi difficoltà nella gestione dei turisti: agli 1,2 milioni di turisti internazionali, si aggiungono 1,1 milioni di crocieristi, 4 milioni di presenze in circa 50 hotel e 3,000 appartamenti privati.

Certo, la fama della città ha portato ad una rapida crescita economica e ad un elevato tasso di occupazione: di 42,000 abitanti circa 10,000 sono impiegati nel settore dell’ospitalità.

Tra i fattori che hanno contribuito all’Overtourism di Dubrovnik, vi sono:

  • l’elevato traffico crocieristico dove le navi da crociera hanno causato ingorghi, rifiuti e inquinamento. Circa i 2/3 dei passeggeri di una singola crociera (si parla di più o meno 9000 persone) effettuano una visita al centro storico. A questi vanno poi sommati tutti gli altri turisti ed escursionisti, mettendo così a serio rischio la capacità di carico fisica della città,stimata nel numero massimo di 8000 persone.
  • Altro fattore è stato il cinema, Dubrovnik negli anni è stata scelta come location di famosi film e serie tv tra

    Approdo del Re – Credits Croazia.info

    cui: Star Wars, Robin Hood, James Bond e Il Trono di Spade. Proprio in seguito alla produzione di quest’ultima serie televisiva, gli arrivi turistici sono aumentati del 38%, i pernottamenti del 29% e la vendita di biglietti d’ingresso presso le mure cittadine è aumentata del 37%.

Overtourism in Italia

In Italia quello dell’overtourism è un problema che purtroppo non riguarda solo le città d’arte come Roma, Venezia e Firenze ma interessa anche alcune note località marittime come ad esempio le famosissime Cinque Terre.

Le Cinque Terre

Le Cinque Terre sono 5 borghi che si estendono su una striscia di terra di 18 Km nel territorio ligure, che negli ultimi anni hanno visto una crescita del fenomeno turistico senza precedenti: dai 345 mila arrivi del 2010 si è arrivati ad un aumento di mezzo milione di arrivi nell’arco di 5 anni, con un incremento del 45%.

Purtroppo l’insufficiente numero di posti letto non riesce a soddisfare la crescente domanda turistica verso questa destinazione. A questo va aggiunto poi il numero di visitatori giornalieri ( circa 5000), conseguenza anche della presenza del porto crocieristico de La Spezia, che riceve ogni anni circa 200 navi.

In sostanza il numero esiguo di abitanti e la scarsa vastità territoriale delle Cinque Terre, provoca gli ormai noti effetti dell’overtourism:

  • la crescente sostituzione di attività commerciali turistiche con quelle rivolte ai residenti
  • la scarsità di acqua durante l’estate e il danneggiamento del territorio già di per sé a rischio idrogeologico.

il caso Venezia

In italia il caso più famoso di overoturism è quello che riguarda la città di Venezia.

Nel capoluogo veneto nel 2016 si sono registrate 10,5 milioni di presenze e 4 milioni di arrivi, di questi, il 70% si è concentrato nel centro storico, dove risiedono solo 53000 abitanti su un totale di 261000, rendendo questa zona della città praticamente invivibile.

A tutto ciò bisogna poi aggiungere tutti i flussi di turisti ed escursionisti giornalieri, che portano così il numero di visitatori totale a 24 milioni l’anno.

Tra le principali cause dell’overtourism in questa città, oltre allo sbarco continuo di crocieristi, come avviene anche a Barcellona e Dubrovnik, vi è anche il massiccio spopolamento della città.

In particolare il centro storico, dove sovraffollamento, inflazione e mancanza di disponibilità di case per residenti, ha portato ad un drastico calo della popolazione, si stima addirittura del 70% dagli anni ’50 ad oggi.

Infine a questi fattori bisogna aggiungere quella che viene definita la “Sindrome di Venezia”, ovvero quel fenomeno dove molte case un tempo appartenute agli abitanti della città, tra cui anche importanti dimore storiche, sono state in seguito trasformate in Hotel, Affittacamere, case vacanze, ecc.

In conclusione, quello dell’overtourism è un fenomeno che sta interessando molte mete turistiche andando ad incidere negativamente sulla qualità della vita, sia dal punto di vista ambientale che sociale.

Purtroppo non solo va a sconvolgere la quotidianità dei residenti, ma ha anche impatti negativi sulla qualità dell’esperienza turistica dei visitatori, creando così un pesante danno d’immagine sulla destinazione.

Se quello del turismo di massa è ormai un fenomeno conosciuto da svariati anni, quello dell’overtourism è più recente, perciò è necessario sin da subito adottare delle azione strategiche per contrastarlo, partendo dal seguire le raccomandazioni fornite dall’UNWTO fino all’elaborazione di piani strategici, di medio e lungo termine come ha fatto recentemente la città di Barcellona, per non farci trovare impreparati alle nuove sfide del futuro.

Fonti

  • Hartman, S., Sijtsma, F. J. (2018). Sustainable Tourism in the Wadden Sea Region: key
    mechanisms to overcome barriers to sustainability.
  • Inside Airbnb. (2017). Get the Data.
  • Federalberghi. (2018). Turismo e shadow economy.
  • Ajuntament de Barcelona. (2017). Barcelona Tourism for 2020 – A collective strategy for
    sustainable tourism.
  • Città di Venezia, Project of territorial governance of tourism in Venice. 2017.
    Panayiotopoulos A., Pisano C., Overtourism Dystopias and Socialist Utopias: Towards an Urban Armature for Dubrovnik. 2019. 



Casual Restaurant, ristorante di pesce e Lounge Bar a Panarea

Se hai appena attraccato nell’isola eoliana e ti stai chiedendo “in quale ristorante andare a Panarea” ti consiglio  il “Casual Restaurant & Lounge.

Ristorante a Panarea

 

La prima cosa che ti colpirà sarà il panorama mozzafiato sulle isole che compongono l’arcipelago di Panarea e l’accuratezza nella cura dei particolari.

 Lo so, già stai immaginando di gustare un drink o un aperitivo al tramonto del sole, qui, particolarmente suggestivo.

Ristorante di pesce

Oltre agli occhi, il palato sarà deliziato dai piatti firmati dallo chef Paolo stilo e la sua brigata.

 

Il Casual Restaurant propone prelibatezze raffinate a base di pesce; ricette nazionali ed internazionali.

Come è ben noto , il buon cibo è preferibile che sia accompagnato da un vino altrettanto di qualità .

Il Casual Restaurant propone un’ accurata carta  con etichette nazionali, soprattutto siciliane e calabresi,  ed internazionali.

Per info Tel 3428039130

 




Strutture ricettive: dall’immagine ai servizi, tutto l’indispensabile per crescere sul mercato

ricettiva curando ogni più piccolo dettaglio, dalla selezione dello staff alla composizione della proposta dei servizi, senza dimenticare di dedicare la giusta attenzione anche al marketing.

Per incrementare la visibilità e la reputazione del proprio hotel, infatti, è indispensabile sia il passaparola dei clienti, che al giorno d’oggi si traduce sempre più spesso in recensioni sul web, sia una strategia di comunicazione in grado di rendere la propria offerta nota a un pubblico il più possibile ampio e variegato.

L’importanza della cura dell’immagine: dallo staff allo stile della struttura

Per assicurare al cliente di vivere un’esperienza positiva all’interno di una struttura ricettiva è indispensabile curare numerosi fattori, primo fra tutti quello della cortesia e della massima competenza di ogni membro dello staff, dal receptionist ai camerieri ai piani, passando per il personale di sala ai cuochi del ristorante.

Naturalmente, a tutto questo si aggiunge l’importanza della cura dell’immagine, che dovrà trasmettere agli ospiti fin dal primo momento un senso di grande professionalità.

È fondamentale, quindi, che tutto il personale sia dotato di uniformi impeccabili e di eccellente fattura, come per esempio queste divise per alberghi proposte da Maurel, punto di riferimento nel campo dell’abbigliamento da lavoro, in grado di realizzare collezioni su misura per ogni struttura ricettiva e tutte caratterizzate da uno stile rigorosamente Made in Italy.

È importante ricordare come, ovviamente, la qualità del lavoro del personale dipenda anche dalle condizioni in cui esso si trova a svolgere le mansioni: per questo motivo, a prescindere dalle preferenze personali, sarà fondamentale optare sempre per divise in grado di favorire il comfort e la piena libertà di movimento dei dipendenti. Lavorare in condizioni serene, infatti, è determinante anche per la qualità delle interazioni con i clienti.

La stessa attenzione deve essere riposta nella scelta dello stile della struttura, che dovrà essere accuratamente pensato per far sentire i clienti a proprio agio in qualsiasi ambiente dell’albergo, in particolare all’interno delle camere: in questo particolare spazio, infatti, a prescindere dalle preferenze in termini d’arredamento, è fondamentale optare per colori riposanti, in grado di trasmettere un profondo senso di relax e tranquillità durante il soggiorno.

Come differenziarsi dalla concorrenza grazie ai servizi

Per rafforzarsi sul mercato è indispensabile anche offrire un ventaglio di servizi il più possibile variegato, che permetta di garantire un’offerta competitiva e originale rispetto a quella delle altre strutture ricettive della zona.

Innanzitutto, è fondamentale sfruttare le possibilità offerte dal territorio, collaborando con i principali centri di attrazione per assicurare ai clienti delle esperienze a costi vantaggiosi, approfittando delle convenzioni.

Al tempo stesso, è possibile organizzare feste, pranzi e cene con menù particolari e serate a tema all’interno della struttura, per intrattenere gli ospiti in modo unico e accrescere la reputazione dell’albergo.

Altrettanto apprezzati, al giorno d’oggi, sono anche i corsi di una giornata per conoscere le nozioni basilari di varie arti e discipline, così come le esperienze sportive disponibili all’interno della struttura, magari grazie alla presenza di palestre o campi dedicati, ma anche all’esterno, sfruttando le possibilità offerte dal mare o dalla montagna.

Un’altra possibilità che può rivelarsi molto utile per distinguersi dalla concorrenza può essere quella di mettere a disposizione dei clienti il servizio di noleggio per quello che riguarda alcune risorse utili, come per esempio veicoli sostenibili, come biciclette e monopattini elettrici.

Tra i servizi più tradizionali, non possono naturalmente mancare quelli legati al relax all’interno della struttura. Laddove possibile, quindi, il consiglio è quello di dotare la struttura di una piscina con copertura riscaldata, così da assicurare il servizio in ogni periodo dell’anno e di una spa con cui regalare ai clienti momenti ricreativi con una coccola di benessere.

 




Mototurismo: un giro d’affari da 2 miliardi di Euro

Negli ultimi anni pare essersi nuovamente diffusa la voglia di viaggiare su due ruote: che si tratti di un fine settimana nella regione limitrofa o delle più lunghe ferie estive, la percezione è che in tanti scelgano la moto come mezzo e strumento per godere del tempo libero e immergersi nelle tipicità dei territori.

Mototurismo in cifre

L’impressione positiva è confermata da una recente indagine condotta dalla società di ricerche JFC, pubblicata da Il Sole 24 Ore, sul mercato generato dal turismo in moto.

La ricerca ha restituito un quadro molto interessante, con numeri di tutto rispetto: si parla di un fatturato, per l’Italia, di circa due miliardi di euro, di cui più di metà generato dagli stranieri in visita nel nostro Paese, per un
totale di circa 12 milioni di presenze.

Il turismo in moto coinvolge un milione e mezzo di
italiani con un’età media di 48 anni.

Cifre piuttosto importanti che confermano l’importanza economica di una categoria ben disposta a spendere nel territorio di cui fruisce.
contrariamente al turista “mordi e fuggi”, il mototurista ama assaporare le prelibatezze locali e, necessariamente, soggiorna lungo il suo itinerario.

La spesa media si attesta intorno ai 1.500 euro per una vacanza in Italia, arrivando a 4.000 euro per un viaggio all’estero.
Se i produttori di motociclette e accessori hanno compreso da tempo la portata del fenomeno, non altrettanto è successo per molte amministrazioni locali che tendono a considerare il mototurista un ospite di serie B.

L’autunno offre importanti opportunità di viaggiare ammirando i colori del paesaggio (foliage). Ma il mototurismo è sempre più un capitolo importante del business turistico.

Un solo esempio: a Misano per il World Ducati Week nel luglio 2018 sono arrivati in quasi centomila da ben 73 Paesi.

Nello stesso annola Eaglerider (tour operator mondiale collegato alla Harley Davidson) ha rilanciato le offerte speciali per i pacchetti di mototurismo in giro per il mondo.

 Insomma, pensate all’indotto del mototurismo, soprattutto sull’accoglienza e i percorsi enogastronomici. Come afferma Massimo Feruzzi, top manager della società di ricerca Jfc, «il mototurismo oggi produce per l’economia turistica italiana, almeno due miliardi circa di fatturato, di cui ben 1,4 miliardi grazie agli stranieri. Il settore è in grado di generare circa 12 milioni di presenze. Il mototurismo coinvolge 1, 5 milioni di italiani, con un’età media di 48 anni».

Inoltre sono oltre 3 milioni le presenze dei mototuristi italiani che effettuano la propria vacanza in moto
dentro i confini nazionali, per un valore complessivo di fatturato generato pari a 318 milioni, mentre – sempre secondo le stime Jfc – sono circa 6 milioni le presenze dei
mototuristi italiani che effettuano la propria vacanza in moto al di fuori dei confini italiani, per un valore complessivo di fatturato generato all’estero pari a 900 milioni.

Le mete dei mototuristi italiani

La quota dei mototuristi italiani all’estero è pari al 46,4%. Tra le destinazioni estere, quella che raccoglie la maggior quota di viaggi in moto sono gli Stati Uniti (20,1%), seguita dai Paesi del Nord Africa con il 12,2% (Tunisia e Marocco su tutti), dal Sud America (7,9%), dalla Nuova
Zelanda (6,8%), dall’Irlanda e dal Medio Oriente (ambedue con il 6,2%). Importante notare l’interesse per la Via della Seta, l’Albania ed il tour dell’Himalaya.

Il mercato ha importanti potenzialità. I mototuristi italiani rappresentano una quota contenuta del potenziale
mercato internazionale, che per l’ Europa è calcolato in 10,5 milioni di persone, mentre a livello mondiale i mototuristi sono stimati in circa 117 milioni.

Le mete preferite dai motociclisti

Tra le top destination italiane vince la Toscana (22,2% delle preferenze), seguita da Alpi e passi dolomitici (10,5%), Sardegna (8%), Sicilia (6,1%) e la Costiera amalfitana (5,1%).

La spesa media per un viaggio in moto si aggira sui 1.500 euro in Italia e si avvicina ai 4mila euro in media all’estero.

In sostanza, l’Italia è amatissima dai mototuristi: siano essi nostri connazionali o provenienti da Paesi stranieri, sia nel caso si tratti di un tour o della partecipazione a
specifici eventi, un “giro in moto” nel Belpaese è il sogno di molti riders.

Emerge, infatti, come l’Italia sia il Paese europeo con la più alta quota di “desiderio di visita” da parte dei
motociclisti dell’intera Europa: da sola l’Italia conquista il 13,3% delle preferenze come Paese europeo ideale per una vacanza in moto, seguita dalla Germania (12,6%), dalla Francia (9,2%), dalla Spagna (8,8%), dalla Croazia (8,4%) dall’Ungheria (6,2%), dalla Svizzera (5,8%) ed, a seguire, dai Paesi Scandinavi, Irlanda, Belgio, Austria, Olanda, Polonia, etc.

Per quanto riguarda invece i Paesi extra-europei più desiderati dai motociclisti europei per trascorrere una vacanza, svettano gli Stati Uniti con l’11,5% delle
preferenze, seguiti dal Marocco (10%), Sud Africa (8,1%), India (7,9%), Tunisia (7,1%),
Australia (6,5%), Argentina (5,4%), Cile (5,1%) ed, a seguire, Nuova Zelanda, Canada, Perù, Thailandia, ecc.

Diverse tipologie di mototurismo

Sono comunque diversi gli stili di viaggio dei mototuristi
internazionali.

infatti, mentre i sudamericani preferiscono autogestirsi con self-guided tours, gli americani ed i canadesi optano per la partecipazione a viaggi organizzati con la presenza di tour leader.

I mototuristi stranieri in Italia

 È interessante notare come i mototuristi stranieri – nessuno escluso – quando scelgono di fare un tour in Italia vogliano vivere una vera e propria “Italian Experience”. Per loro è importante poter soggiornare in alberghi non di massa e poter mangiare e bere “italiano”.

In sostanza, anche i motociclisti stranieri vogliono vivere
e gustare le nostre tradizioni nazionali.

Inoltre, mentre le coppie scelgono tour di taglio più turistico, percorsi più dolci e maggiore comfort (anche con tempi di percorrenza più rilassanti), gli uomini che viaggiano da soli vogliono trascorrere più tempo possibile “insella” alle moto.

Al contrario, le “donne pilota” prediligono percorsi dove sia possibile anche fermarsi per un trattamento benessere, un po’ di shopping, etc.

Il mondo delle moto è, comunque, uno specchio della nostra italianità; la passione per le moto mette a nudo
vizi e virtù, desideri e stili di vita di tutto il popolo italiano.

Ad ogni motocicletta una tipologia di turismo

In sostanza, ad ogni tipologia di moto si “allineano” di massima specifiche caratteristiche/luoghi e stili di guida, ad esempio:
Vespa : Turismo slow, mare e isole, italian style lovers;
Ducati : Dinamicità, energia, montagna;
Harley – Davidson : personalità, american style lovers, pianura.

Agli operatori turistici che siano strutture ricettive o Tour Operato, vi consiglio di prendere seriamente in considerazione  di sviluppare progetti turistici intorno a questo mondo che offre tante opportunità ancora non colte
FONTI :
jfc.it
ilsole24ore.com




Hotel 4 stelle con piscina e lido in Calabria: Le Saline Resort

Si sta avvicinando il periodo dell’estate e anche il momento di scegliere dove trascorrere un periodo di meritato relax .

Nel periodo che stiamo vivendo, prevale il cosiddetto Turismo di prossimità ; una delle regioni più gettonate come meta, è la Calabria.

Hotel 4 stelle in Calabria: Le Saline Resort

In questo post vi vorrei parlare, come dal titolo del paragrafo del Resort 4 stelle Le Saline, situato nella provincia di Reggio Calabria , per la precisione nell’area di  Saline Joniche.

Il Resort, che inizierà la stagione estiva dal 14 maggio 2021, dispone di

    • camere:

      sono caratterizzate da un design essenziale ma di gusto  elegante  i letti e gli armadi etnici sono in  bambù. Le tipologie presenti sono Standard, Superior, Luxury e Suite. Ovviamente , è presente la connessione Wifi.

      Suite con vasca idromassaggio

      Nella suite è presente anche una vasca idromassaggio  esterna , sul terrazzo, per momenti di relax assoluto.

  • appartamenti residence:

     particolarmente gettonati, visto il periodo che stiamo vivendo. Le tipologie disponibili sono Comfort, Superior, Deluxe Suite.

  •  ristorante
    Chef Paolo Stilo
    e la sua brigata ti sorprenderanno con ricette di pesce  gourmet e tradizionali. Vi sono ampia spazi all’aperto, molto comodi in questo periodo che stiamo vivendo. La struttura si presta anche come cornice perfetta per piccoli e grandi eventi.  
  • Spiaggia Privata (apertura alla fine del mese di giugno) attrezzata di sdraio, ombrelloni e possibilità di pranzare , prendere un aperitivo e molto altro.

PROMOZIONE HOTEL MAGGIO – GIUGNO A REGGIO CALABRIA 

Ampia Piscina esterna

 

Un paragrafo  a parte lo merita la piscina all’aperto, adatta anche ai bambini . Adiacente vi è una ampia zona d’ombra, allestita con tavolini sedie e divani dove è possibile  gustarsi  un aperitivo, gustarsi dei piatti freddi, insalate e tanto altro. Quando non si ha vogliag di andare a mare , sicuramente è la meta preferita degli ospiti, ovviamente in tutta sicurezza.

Spiaggia privata e lido

Le Saline Resort si affaccia sulle acque cristalline del Mar Ionio. Vi attendono una spiaggia privata e un lido attrezzato per trascorrere un’estate all’insegna del relax .

In circa 150 mq sono disposti postazioni con ombrellone e 2 lettini, gazebi, aree vip e  molto altro 

Come prenotare la tua postazione in piscina e nel lido

 Entra a far parte della grande famiglia Casual e iscriviti alla nostra web app per prenotare la tua postazione in piscina o spiaggia, partecipare ad eventi e tanto 

Promozione 2021

Per l’estate 2021 abbiamo in serbo tante novità e idee per trascorrere un’estate speciale.

Location per matrimoni ed eventi a Reggio Calabria

Gli ampi spazi aperti, la posizione sul mare e un panorama suggestivo con sfondo l’Etna, ristorazione di alto livello, fanno si che Saline Resort sia l’ambientazione perfetta per:

  • Matrimonio
  • Comunioni
  • Compleanno
  • Incontri di lavoro, cene di gala, conferenze
  • Addio al nubilato e celibato

 

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Il Turismo delle radici: definizione ed esempi

Il turismo delle radici o di ritorno è spesso considerato uno “strumento” per il rilancio di una destinazione turistica.

In quest’articolo andremo a comprendere di cosa si tratta e saranno prese in considerazione alcune iniziative in merito portate davanti da alcuni paesi del mondo.

Testo consigliato

Turismo delle Radici: definizione

Siamo di fronte a una forma di turismo che più delle altre ha a che fare quasi esclusivamente con il turista. Infatti,  gli permette di conoscere e di scoprire qualcosa che gli appartiene, che fa parte della sua storia e della sua cultura che è la memoria delle sue radici.

Questa forma di turismo è chiamata anche turismo genealogico, in quanto si riferisce principalmente ai discendenti di emigrati che durante le ferie tornano a visitare e a vivere i luoghi de loro antenati.Però, c’è da precisare che il turismo di ritorno non si può considerare una forma di turismo a sè stante ma una parte integrante del turismo culturale.

Il turista genealogico o di ritorno non solo è interessato a conoscere la storia dei propri ascendenti visitando i luoghi dove hanno vissuto e lavorato ma anche scoprire nuove forme di cultura, tradizioni legate all’artigianato e all’enogastronomia di quei luoghi.

Tipologie di turismo di ritorno

Possiamo evidenziare due tipologie di turismo di ritorno:

  • una legata agli emigrati di prima generazione che vivono nei paesi limitrofi, e che ritornano nel paese di origine ogni anno.

In questo caso si parla di un turista abitudinario, che durante le ferie torna nel proprio paese per far visita ad amici e parenti, e riscoprendo quelle abitudini e stili di vita che ha lasciato quando è emigrato.

  • una seconda riguarda i discendenti di seconda e terza generazione, quindi figli e nipoti di persone emigrate nei paesi oltreoceano.

Questa tipologia di turisti, a differenza della prima, compiono un vero e proprio viaggio di scoperta delle proprie origini, quindi non tornano ogni anno e con la stessa frequenza dei precedenti. Non conoscono il proprio Paese di origine, se non magari attraverso i racconti di genitori e nonni che hanno stimolato la loro curiosità nel visitare questi paesi.

Alcuni casi internazionali di successo

The Gathering Ireland (2013) 

L’Irlanda negli ultimi cinque anni prima del 2013 aveva registrato un forte calo turistico nel Paese, perciò il Ministero dei Trasporti e del Turismo, decise di organizzare il progetto “The gathering Ireland”.

Consisteva in una serie di iniziative, attività, itinerari ed eventi di ogni genere per tutto l’arco del 2013, rivolto agli irlandesi che vivevano nel resto del mondo e a tutti i discendenti di seconda e terza generazione.

Questo progetto voleva promuovere la storia e la cultura dell’Irlanda così da attrarre nuovi flussi turistici e che permettesse ai turisti di ritorno di conoscere e riscoprire le proprie origini. 

Fù un ‘iniziativa ebbe un enorme successo e rilanciò il settore turistico del Paese, tanto da essere considerata pioniera del turismo delle radici insieme a quella scozzese “homecoming Scotland”.

Homecoming Scotland (2009 – 2014)

Questo progetto addirittura ebbe due edizioni. La prima nel 2009 e la seconda nel 2014.

Anche in questa occasione la Scozia riuscì a rilanciare il settore turistico, inoltre nella seconda edizione riuscì anche a sviluppare un fitto calendario di eventi andando così a rafforzare l’industria turistica di questo settore. Si riuscì a coinvolgere e mobilitare buona parte della comunità scozzese e  anche molte aziende nell’organizzazione di tale edizione.

Le roots travels: un caso fallimentare

Non solo casi di successo come quelli appena citati, ma c’è stato anche un caso di insuccesso.

Nei primi anni 2000 l’UNESCO, insieme ad alcuni tour operator americani, con lo scopo di promuovere il turismo delle radici in Africa rivolto agli afroamericani, realizzarono le “roots travels”.Un esempio famoso è stato quello delle rotte degli schiavi in Benin.

Un progetto ambizioso che aveva alte aspettative in termini di ricadute turistiche, ma che  in realtà poi si è rivelato essere un totale fallimento.

Turismo di ritorno in Italia

Secondo una delle recenti stime dell’ENIT, il turismo di ritorno nel nostro paese è

Ministro Centinaio “celebra” un accordo con L’Argentina per un progetto di Turismo delle Radici (Fitur 2018)

in costante crescita. Basti pensare che gli italiani residenti all’estero e tutti i discendenti corrispondono a circa 80 milioni di persone.

Nel solo continente americano, in particolare dal Brasile, Argentina e Stati Uniti, ogni anno arrivano in Italia circa 670.000 turisti con un fatturato che si avvicina ai 700 milioni di Euro.

Questi dati sottolineano l’importanza che ha questo fenomeno turistico, sia in termini di potenziale crescita, nonostante ancora oggi sia considerato ancora un mercato di nicchia, sia come strumento per superare la stagionalità ed anche per la possibilità di potersi diffondere su tutto il territorio nazionale.

D’altronde la crisi economica del nostro Paese ha fatto si che ogni anno vi siano notevoli flussi emigratori verso l’estero, questo potrebbe un domani tradursi in una opportunità di sviluppo del turismo delle radici con ottime ricadute economiche sul territorio.

“Lunigiana e Garfagnana nel mondo” una proposta di turismo di ritorno

Di tutto il territorio nazionale, una particolare attenzione meritano la Lunigiana e la Garfagnana, due zone appartenenti rispettivamente alla province di Massa-Carrara e Lucca, nel nord del Toscana.

Questi due territori nel periodo a cavallo tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento hanno visto un forte flusso emigratorio dovuto alle difficili condizioni economiche. I flussi migratori che si sono concentrati principalmente nel Nord Europa, nel continente americano ( Stati Uniti, Argentina, Brasile e Venezuela) e negli ultimi anni anche in Australia.

Questo fenomeno storico potrebbe essere un’ottima occasione per sviluppare il turismo delle radici così da incrementare i flussi turistici in questi territori dove il turismo ancora è poco sviluppato, in particolar modo in Lunigiana.

Le varie istituzioni locali ed anche le associazioni private del settore potrebbero pensare ad un progetto che prenda esempio da quello irlandese e scozzese, dove si possono realizzare iniziative, eventi, attività, itinerari e efficaci politiche di marketing per far conoscere ai discendenti degli emigrati i loro territori di origine.




Five Phases of Recovery: 5 step per la ripartenza del turismo post Covid

Il 2019 è stato definito “l’anno d’oro” del turismo. Secondo i dati forniti dall’OMT, hanno viaggiato nel mondo circa 1,4 miliardi di persone, facendo diventare il turismo la prima voce dell’economia mondiale, con un fatturato intorno ai 1700 miliardi di dollari e circa 220 milioni di occupati nel settore.

Se il 2019 è stato l’anno d’oro del turismo, il 2020 è stato l’anno nero.

La pandemia da Covid ha messo letteralmente in ginocchio questo settore. Basti pensare che nel nostro paese c’è stato un calo del fatturato del 70% e più di 200 mila posti di lavoro persi.

Sicuramente quando la pandemia sarà finita, il turismo, così come tanti altri settori dell’economia, non sarà più come prima ma dovrà essere totalmente ripensato.

Le cinque quasi per ritornare alla normalità

Durante un incontro online organizzato dal “Digital Tourism Think Tank”, tenutosi il 30 aprile 2020, è stato ipotizzato che il turismo prima che raggiunga una “nuova” normalità, deve seguire 5 step necessari che rispettino il modello della “True Business Sustainability” :

  1. Remote Travel:

Se prima del diffondersi della pandemia, le previsioni di crescita del settore turistico facevano presagire che l’innovazione tecnologica sarebbe continuata in modo costante, nella fase  durante COVID-19, il digitale ha subìto un’accelerazione esponenziale.

É un punto fermo per interpretare e anticipare i segni del cambiamento e le esigenze del turista che si sono spostate repentinamente verso nuovi bisogni e tendenze. Sono nate infatti molte applicazioni che hanno permesso al turista di effettuare dei veri e propri tour virtuali delle varie destinazioni turistiche.

Nel corso del 2020 sono nate anche delle idee innovative riguardo al remote travel, in particolare quella della “Workation” (fusione delle parole work e vacation).

Ad esempio, quella della startup italiana Up2You che con il suo progetto “Destinazione Italia” prevede una piattaforma digitale dove gli “smartworkers” possono acquistare pacchetti personalizzati secondo le loro preferenze, offrendogli cosi’ un’esperienza sia turistica che di lavoro da remoto, per un periodo che va da un mese fino ad un anno in Italia.

  1. Hyperlocal

Questa fase corrisponde alla riapertura delle attività e quindi alla riprogrammazione dell’offerta turistica. (2020)

  1. Staycation 

Questa fase chiamata anche “Holistay”, prevede un turismo solo di prossimità, quindi principalmente viaggi brevi (Short-break) oppure escursioni dove il ritorno a casa è fissato in giornata. (2021)

  1. Travel Closer To Home 

Questa volta si prevede un ritorno almeno a viaggiare liberamente all’interno del territorio nazionale oppure anche in alcuni Paesi UE. (2022)

  1. A New Normal

Quest’ultimo step prevede il ritorno a viaggiare in tutto il mondo, ma ovviamente con una “nuova” normalità. (2023)

in conclusione, secondo le stime dell’OM, il turismo tornerà ai numeri (sia in termini di fatturato che di occupazione) del 2019, non prima del 2023.